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Il cibo è cultura

L’alimentazione, nella sua connotazione primaria di risposta fisiologica al bisogno di sopravvivenza, costituisce una strategia adattiva mediante la quale l’uomo si relaziona all’ambiente in cui vive. Al suo interno giocano un ruolo decisivo tanto fattori di tipo ambientale (orografia, livelli altimetrici, climi), che materiale (tecnologia, assetti fondiari, processi produttivi) e culturale (flussi migratori, processi acculturativi, fattori religiosi). Dalla loro interazione dipendono sia la scelta delle tipologie dei cibi destinati al consumo alimentare, sia le pratiche culinarie adottate nel confezionamento delle vivande e sia le propensioni dei gusti: vale a dire ciò che a livello individuale e collettivo viene reputato buono o cattivo da mangiare.

La cultura alimentare è una speciale forma di comunicazione. Ogni ingrediente del nostro passato e del nostro presente può essere letto nelle nostre ricette: la nostra identità, le nostre relazioni, la nostra posizione nella società, e anche la posizione della nostra società nel mondo.

La gente ha sempre cercato di dare un senso al mangiare. Le abitudini alimentari sono inseparabili dal resto della cultura: in particolare, essi interagiscono con la religione, la morale e la salute.
Nessuna cucina è completa finché non viene riempita con il profumo di piatti appena sfornati.

Per poter realizzare un network di etnogastronomia, ponendo a confronto antiche tradizioni e nuove culture, si propongono video contenenti la storia di ogni singola ricetta, gli ingredienti, ma anche favole e vecchie storie.