Descrizione del progetto

Il Progetto “Valorizzazione della qualità Salutare e Nutraceutica della nocciola: la corilicoltura tra prassi produttivo territoriali, usi gastronomico-alimentari e patrimonializzazione della memoria locale” (VALSANUT) mira a realizzare un sistema innovativo di valorizzazione regionale (Piemonte), nazionale ed internazionale della produzione di nocciola, che saldi il legame identitario tra territorio, storia, tradizione, produzioni tipiche di qualità e scienza, integrando il mondo accademico e della ricerca con il settore della produzione agricola e alimentare.

Il progetto si coniuga perfettamente con gli obiettivi “strategici” per la valorizzazione e promozione della nocciola italiana ed il marketing territoriale, ed “ulteriori” del Piano del Settore Corilicolo 2010-2010 previsto dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, coprendo diverse linee di ricerca ed azioni prioritari nel settore , in quanto prevede l’attuazione di un network mirato sulle problematiche di ricerca e sviluppo della filiera agricola/ imprenditoriale corilicola, sostenendo lo sviluppo del settore produttivo nazionale e della Regione Piemonte, in particolare, e valorizzando altresì il tema della salute e del benessere dei cittadini in generale. Il presente progetto, attraverso la sperimentazione e l’utilizzo di sistemi e tecnologie innovative si inquadra perfettamente nelle strategie previste dal DM 04/11/2010 GU n.300 24/12/2010 (articoli 4 (lettera c, d) e articolo 5 comma 2, lettere a-b-c-d-e-f-g) e dal Piano del Settore corilicolo, in materia di ricerca e innovazione, in quanto intende:

a) Qualificare in senso innovativo l’offerta di ricerca regionale e nazionale favorendo la creazione di una rete di Filiera all’interno di un contesto competitivo e cooperativo in grado di indirizzare gli investimenti verso le eccellenze, attraverso azioni per lo sviluppo sia della ricerca di base che delle tecnologie da utilizzare per la realizzazione di un prodotto nutraceutico salutare a base di nocciole; gli interventi innovativi saranno realizzati nella Regione Piemonte, con ricadute nazionali ed internazionali, così come definito nel Piano di settore;

b) Realizzare un efficace collegamento tra domanda e offerta di ricerca e innovazione valorizzando le competenze e le funzioni di mediazione;

c) Migliorare la competitività imprenditoriale regionali attraverso lo sviluppo e/o l’adozione di innovazione tecnologiche e organizzative, attraverso azioni di acquisizione di innovazioni tecnologiche, di processo, organizzative e gestionali;

d) Rafforzamento del Capitale umano nel settore della Ricerca Scientifica, l’Innovazione Tecnologica e la Comunicazione.
– In termini di Obiettivi generali e specifici, evidenziabili a livello di tematica (iniziative di marketing, valorizzazione e promozione dei territori vocati alla coltivazione della nocciola), di processo (cooperazione), di prodotto (filiera produttiva) e di salute alimentare (valenza salutistica/qualitĂ  organolettica), per la promozione delle “terre della nocciola” e dei suoi prodotti e la tutela del consumatore, si intende realizzare una Piattaforma Interfiliera Tecnologica (PIT) fisica e virtuale ed un Osservatorio Geo-Nutrizionale (OGN), presidio permanente di valorizzazione e diffusione culturale dei prodotti corilicoli, primi in Italia, in grado di far interagire i distretti rurali e i distretti agroalimentari di qualitĂ  e d’eccellenza, le aziende agricole, le industrie di trasformazione, le Amministrazioni, gli Enti di Ricerca pubblica e privata, la Associazioni culturali, in una realtĂ  di eccezionale interesse, dove differenti appaiono le funzioni della ricerca di base, sviluppata a livello accademico, e le sue ricadute e applicazioni a sostegno delle politiche di sviluppo del territorio e delle categorie interessate.

L’OGN mira alla creazione di una struttura operativo-funzionale, dotata di strumenti e risorse ad hoc, finalizzata alla valorizzazione e alla promozione conoscitiva delle pratiche corilicole tra il grande pubblico, come previsto nella sezione “Marketing territoriale” del Piano Nazionale del Settore Corilicolo (sez. 3 Obiettivi strategici). Una struttura di servizi, cioè, che non limitandosi a svolgere le funzioni di un osservatorio “classico” atto a rilevare ed analizzare i dati economico-produttivi connessi alla coltivazione delle nocciole (peraltro già esistente), miri più incisivamente a diffondere la cultura alimentare e nutrizionale ad un pubblico sempre più vasto di fruitori; facendo affidamento, in ciò anche degli spazi, dell’esperienza e delle competenze, proprie dei proponenti, sul versante della comunicazione istituzionale. L’OGN mira altresì all’analisi conoscitiva e alla documentazione scientifico-divulgativa delle modalità in cui la pratica di coltivazione delle nocciole e il loro successivo inserimento nelle consuetudini alimentari locali si inscrivono all’interno delle culture e dei territori oggetto d’indagine.

Attraverso l’adozione di un metodo di ricerca che coniuga il momento teorico (spoglio sistematico dei dati testuali, iconografici, cartografici) con quello dell’indagine sul terreno (produzione dei dati a partire dall’osservazione partecipante e la raccolta di interviste e storie di vita) si vuole: ricostruire il modo in cui le pratiche corilicole si sono storicamente sedimentate sui territori in esame, adeguandosi ai loro assetti fisico-morfologici e funzionalizzandosi alle loro caratteristiche economico-produttive; ricomporre l’universo delle pratiche di trasformazione che, riposando su saperi consolidati e spesso tramandati oralmente, hanno reso le nocciole da prodotti di natura a prodotti di cultura; esporre come l’utilizzo alimentare delle nocciole abbia dato luogo a pratiche gastronomiche localmente plasmate secondo ricettari tradizionali di cui si intende recuperare/promuovere la diffusione a fini identitari/culturali e turistico/promozionali. In tema di Ricerca e Competitività, infatti, il progetto mira ad incrementare l’innovazione attraverso la creazione e sviluppo di un sistema innovativo nel campo agro-alimentare e ad elevare la competitività complessiva della Ricerca e della produzione corilicola nazionale, rafforzando la cooperazione tra produttori/imprese e Università/ Enti di ricerca Pubblici e Privati attraverso reti di connessione tecnologico-scientifiche e promuovendo la società dell’Informazione attraverso il miglioramento della sicurezza e della qualità delle produzioni alimentari.

Gli obiettivi prefissati appaiono in grado di aumentare l’interesse di altri stakeholders al progetto e di favorirne il livello di partecipazione e coinvolgimento futuro. Il presente Progetto coniuga perfettamente gli obiettivi nazionali e della Comunità Europea in quanto il network tra attività scientifica da una parte e valorizzazione produttiva e commerciale, dall’altra, dimostrerà che alla base delle innovazioni, soprattutto quelle di natura radicale, vi sono una sistematica elaborazione, rivisitazione ed applicazione dei principi scientifici e dei relativi metodi di lavoro. Si intende contemplare periodici interventi di up-grading mirati a eludere l’obsolescenza indotta dal mutamento accelerato delle tecnologie e ad intraprendere azioni innovative orientate all’outsourcing di competenze critiche, facendo ricorso a Università e Centri di ricerca e sviluppo.

L’avvio dei cluster non è più una scelta ma una necessità. Le imprese devono instaurare relazioni cooperative con attori diversi, per focalizzare le risorse interne disponibili su precisi ambiti, ove c’è maggiore accumulo di esperienze e, quindi, è per loro possibile costruire competenze distintive. In tale ambito progettuale, la ricerca diviene strumento complementare di governance, mirato a favorire il partenariato di filiera, sulla base di interventi metaculturali, dalle coltivazioni alle produzioni, alla scienza, alla tecnologia, alla nutrizione umana, all’antropologia, al turismo enogastronomico, per sperimentare una moderna metodologia e una programmazione negoziata, per rispondere alla domanda crescente di un consumatore informato ed esigente.

Con riferimento alla sostenibilità istituzionale, l’impostazione progettuale intende amplificare gli effetti del Progetto tramite l’allargamento del sistema processo al più alto numero di produttori e stakeholders. Come previsto nella sezione “Marketing teritoriale” del Piano Nazionale del Settore Corilicolo (sez. 4.2.2), tale rete risponde con accuratezza a quello che è il riordino del sistema ricerca per le politiche del settore, fornisce alla piccola e media azienda il sostanziale supporto della ricerca di base, sarà in grado di rispondere alle strategie non solo di domanda ma, soprattutto, di scenario futuro.
– Il Progetto sostiene lo sviluppo tecnologico, dando enfasi all’innovazione scientifico-tecnologica, basate sull’utilizzo di nuove tecnologie tipiche dei settori“science-based”, quali quelle biomiche (tossicogenomica e genomica nutrizionale) per la tracciabilitĂ , l’identificazione del prodotto, la sicurezza alimentare e la qualitĂ  nutrizionale; di tecnologie alimentari innovative per la formulazione di un prodotto nutraceutico, in grado di soddisfare le preferenze sensoriali, le necessitĂ  nutrizionali e fisiologiche, le scelte e la salute del consumatore (approccio PAN, Preferences Apceptance Needs), promosso attraverso un’ etichettatura nutrizionale con indicazioni salutistiche (Reg CE 1924/2006, Health claim); di tecnologie informatiche per l’animazione del territorio e la comunicazione e diffusione dei risultati scientifici, delle conoscenze storiche, antropologiche, gastronomiche e delle tradizioni locali. Tali obiettivi permettono di rispondere al bisogno che la societĂ  manifesta di individuare, attraverso una ricerca che garantisca obiettivitĂ  scientifica, le migliori attuali condizioni di produzione agricola multifunzionale e trasformazione, in armonia con l’ambiente e con la salute.

Appare evidente che saldare il diritto alla salute, alla qualità ed alla scelta nutrizionale rimane un valore aggiunto per la produzione corilicola italiana. Bisogna allora rispondere in termini non solo di sicurezza alimentare ma anche di qualità nutrizionale alla nuova sensibilità dei consumatori verso garanzie di salubrità che devono essere offerte dagli alimenti. Questo comporta un adeguamento sia da parte degli operatori che da parte delle istituzioni nel settore alimentare. L’atto programmatico di riferimento è il Libro Bianco sulla sicurezza alimentare del gennaio 2000, documento con cui la Commissione esprime l’impegno di dare priorità assoluta alla sicurezza alimentare e alla protezione della salute dei cittadini, inaugurando il principio cardine della nuova politica, che deve poggiare sul pilastro dell’approccio integrato “from farm to fork”, che trasforma una concezione frammentaria e inefficace dell’intervento per la sicurezza alimentare in un tutt’uno, in grado di rappresentare la filiera agroalimentare con continuità. E’ in questo documento che viene identificata con forza la tracciabilità della filiera agroalimentare quale strumento idoneo a monitorare tutto il percorso degli alimenti, dal campo alla tavola, attraverso la realizzazione di sistemi di rintracciabilità dell’intero processo produttivo. Il tutto sempre all’interno di un’ottica di alta responsabilità di tutta la filiera: primaria per quanto riguarda gli operatori, di controllo e monitoraggio per le Autorità competenti, di sorveglianza sull’efficacia d’azione di queste ultime per la Commissione e infine di corrette prassi conservative e manipolative per i consumatori finali.

La sorveglianza, nel suo significato più ampio, è definita come un sistema coordinato di attività mirate alla raccolta sistematica e continuativa di dati e alla loro rapida analisi finalizzata ad un obiettivo specifico. Nel caso della Sorveglianza Nutrizionale, questo obiettivo consiste, secondo la definizione dell’OMS, nel “documentare la presenza e distribuzione in una popolazione di stati morbosi associati o mediati dalla dieta, allo scopo di stabilirne le cause, di individuarne le tendenze nel tempo, nello spazio e negli strati sociali, di predirne le modifiche, di mettere a fuoco le priorità e di consentire un preciso orientamento delle misure correttive e preventive. Lo stato di salute coinvolge diversi fattori e nel caso degli alimenti diventa un intreccio tra salubrità e sicurezza.

Nel rapporto WHO/FAO “Diet, Nutrition and the prevention of cronic diseases”, Genova 2003, è messo in evidenza l’aumento epidemico delle malattie croniche non trasmissibili legate alla dieta e al cambiamento dello stile di vita. Questi cambiamenti hanno comportato che varie malattie non trasmissibili, quali obesitĂ , diabete, malattie cardiovascolari, ipertensione, ictus e molti tipi di tumori, siano diventati cause significative di disabilitĂ  rapportata all’etĂ  (DALYs) e morte prematura. Tuttavia, la caratterizzazione e quantificazione dei benefici che derivano dall’assunzione di un determinato alimento dovrebbero tenere in debito conto quali siano i rischi associati alla contaminazione alimentare. Attraverso l’Osservatorio Geo-Nutrizionale proposto, sarĂ  possibile sia classificare e valutare i pericoli e i rischi per la salute umana derivanti da quell’esposizione continua, persistente e inevitabile che è rappresentata dalla quotidiana alimentazione, che vigilare sulla qualitĂ  e sicurezza degli alimenti e comprendere le complesse interazioni che possono insorgere dalla contemporanea presenza di molecole chimiche di differente origine. Come previsto nella sezione “Marketing territoriale” del Piano Nazionale del Settore Corilicolo (sez. 3 Obiettivi strategici), l’insieme di dati che possono essere prodotti con tale sistema di sorveglianza nutrizionale e con la ricerca in ambito nutrizionale, potranno essere utilizzati per indirizzare le politiche nutrizionali e mettere a punto gli interventi correttivi di cui deve essere valutata l’efficacia e l’impatto sulla salute pubblica. Secondo quanto previsto dal Piano corilicolo relativamente alla Sicurezza alimentare (sez.5.1.5), alla luce dell’approvazione della proposta da parte della Commissione Europea per l’innalzamento dei tetti massimi di aflatossine consentiti sulla frutta a guscio (Regolamento CE n.1881 del 2006), con conseguente aumento del rischio per la salute dei consumatori europei ed in special modo per la fascia dei giovani consumatori, il presente Progetto, mira ad utilizzare strumenti innovativi sia per l’identificazione di contaminazioni alimentari, (in particolare micotossine, interferenti endocrini, fitofarmaci), sia per la quantificazione del beneficio del consumo di nocciole IGP e derivato di alta qualità (sez. 5.1.3, 5.1.4). Approcci di tossicogenomica, disciplina che indaga le interazioni contaminanti-geni, e di nutrigenomica, branca scientifica che si occupa delle relazioni fra principi attivi presenti nell’alimento e genoma umano, saranno utilizzati, con l’ausilio di tecnologie biomiche, nell’ambito del progetto di ricerca proposto.

La tossicologia alimentare sarà utilizzata per identificare i contaminanti alimentari, di origine naturale (es. micotossine) o antropica (fitofarmaci utilizzati in agricoltura, composti di origine industriale, metalli, a vario titolo presenti nelle matrici ambientali), riconosciuti costituire un possibile pericolo per la salute umana, per la possibilità di indurre effetti mutageni o cancerogeni o tossici. Con particolare attenzione sarà valutata l’esposizione nelle fasce di popolazione più esposte o più sensibili, come i bambini e le donne in gravidanza o allattamento, gli anziani.

Studi di nutrigenomica permetteranno di delineare, non solo gli aspetti di rischio/beneficio degli alimenti, ma anche, e soprattutto, di sensibilità e suscettibilità individuale e di popolazione così da rendere gli interventi preventivi e terapeutici più mirati ed efficaci. Da alcuni anni la nutraceutica e la genomica nutrizionale (nutrigenetica e nutrigenomica) sono diventate delle vere discipline con progetti di indagine accurati e sostanziosi. Il nutriente può influenzare o regolare la trascrizione del DNA, la traduzione in proteine o i processi metabolici post-traduzionali; interviene nel riparo del DNA, nelle difese o nel mantenimento delle molecole segnale; è cofattore o determinante di strutture e funzioni molecolari, e/o promotore dell’ integrità cellulare e di organo.
Per la prevenzione del rischio cardiometabolico delle patologie cronico degenerative, grandi benefici potrebbero essere ottenuti con semplici ma corrette modifiche delle abitudini alimentari, come l’aumento di assunzione di prodotti ricchi di molecole bioattive (nutraceutici) ad elevato valore nutrizionale, antiossidanti ed antiinfiammatori.

Numerose evidenze scientifiche dimostrano l’effetto benefico e preventivo della Dieta Mediterranea Italiana di Riferimento sullo stress ossidativo e sull’infiammazione alla base delle patologie cronico-degenerative. La ricerca in campo nutrizionale si è focalizzata, negli anni, sull’analisi della relazione tra lo stato di salute della popolazione ed i singoli componenti bioattivi della Dieta Mediterranea, con proprietà nutraceutiche in grado di influenzare l’aspettativa di vita in base al profilo genetico e quadro metabolico dell’individuo. L’abbondante presenza di frutta, soprattutto frutta in guscio e verdura insieme all’olio vergine di oliva, al vino rosso, alle erbe aromatiche, offrono una quantità di composti fenolici con una spiccata azione antiossidante che difficilmente è possibile raggiungere con altri tipi di dieta. Il consumo di frutta secca in guscio (noci, nocciole, noci pecan, arachidi e mandorle) tra le popolazioni mediterranee è circa doppio di quello statunitense. Studi epidemiologici dimostrano una relazione inversa o nessuna relazione tra il frequente consumo di frutta secca in guscio, due o più volte a settimana, l’indice di massa corporea e il rischio di aumentare di peso. Al contrario il consumo quotidiano di 30 gr di frutta secca in guscio aumenta la capacità antiossidante plasmatica e risulta associato ad un ridotto rischio cardiovascolare. La Food and Drug Administration (FDA) ha autorizzato recentemente una etichettatura nutrizionale con indicazioni sulla salute per i prodotti con frutta in guscio che evidenzia la riduzione del rischio di malattia coronarica (CAD). Nell’ambito della frutta secca, la nocciola potrebbe rivestire un ruolo importante per la nutrizione e salute umana, grazie alla sua favorevole composizione in nutrienti e la ricchezza di componenti ad azione nutraceutica.

Ad oggi, comunque, prove sperimentali e studi sistematici sugli effetti del consumo di nocciola, sui composti ad impatto salutistico e sulle proprietà antiossidanti e nutraceutiche in relazione alla componente varietale delle nocciole italiane risultano assenti, così come del tutto carenti sono gli studi sulle proprietà nutraceutiche dei prodotti trasformati di largo impiego (quali granelle e pasta di nocciola) e prodotti di nuova formulazione.

Esiste ad oggi una urgente necessitĂ  di incrementare gli investimenti al fine di supportare l’innovazione e promuovere un cambiamento verso una produzione di alimenti “medical food” biomodulanti, portando ad effetti positivi sul mantenimento del benessere del consumatore. In questo senso la riscoperta della Dieta Mediterranea, dei prodotti tipici nazionali e la messa in atto di tecniche innovative volte alle produzioni di qualitĂ  rappresentano un importante impulso per il settore agroalimentare italiano. Il recente riconoscimento della Dieta Mediterranea nella lista dei beni immateriali del patrimonio culturale dell’UNESCO, quale insieme di competenze, conoscenze, pratiche e tradizioni che vanno dal paesaggio alla tavola, tra cui la coltivazione, la raccolta, la conservazione, la trasformazione, la preparazione e, in particolare, il consumo di cibo (Novembre del 2010 – Nairobi-Kenia- V sessione del Comitato Intergovernativo), insieme all’aumento dell’export di prodotti Made in Italy, diventano parte integrante del processo di valorizzazione dei prodotti tipici, dell’eccellenza di processo e prodotto, alla base del concetto value for money, ovvero la necessitĂ  di valorizzare il prodotto alimentare per esaltarne anche il valore economico. Importante ricordare è in fatti che sono decine le cultivar di nocciolo pregiato e 3 i marchi europei di qualitĂ  (Tonda Gentile Trilobata, Tonda Gentile Romana, Tonda di Giffoni, che possono essere riconosciuti nel mercato internazionale.

– Come previsto nella sezione “Meccanizzazione, post raccolta e fonti rinnovabili”del Piano Nazionale del Settore Corilicolo (sez. 4.1.2, 4.1.4, 4.1.5, 5.1.3, 5.1.4, 5.1.5) e secondo quanto attiene il DM 04112010 GU n.300 24/12/2010 (articolo 4-lettera c; articolo 5-comma 2-lettere e-f-g), con la realizzazione del presente Progetto, si contribuirĂ  a promuovere un servizio per i consumatori di riconoscimento dei prodotti di qualitĂ  e favorire il livello di competitivitĂ  economica tramite la valorizzazione sul mercato della nocciola nazionale, secondo indicatori di qualitĂ  nutrizionale e salutare certificati, che porteranno alla realizzazione di un prodotto nutraceutico da nocciola. Per poter valorizzare la qualitĂ  nutrizionale-salutistica delle nocciole italiane in generale e del Piemonte, in particolare, il presente Progetto si pone l’obiettivo di verificare la qualitĂ  nutrizionale e l’effetto salutare della nocciola IGP Tonda Gentile Trilobata (Tonda Gentile delle Langhe) dalle ottime qualitĂ  organolettiche-aromatiche, e di attuare strategie di valorizzazione. Una volta verificata la superioritĂ  delle nocciole in analisi in termini di sicurezza e di qualitĂ  nutrizionale, questi parametri potranno essere utilizzati per la creazione di un Tailor Made Food, (alimento a misura), basato su un nuovo tipo di approccio PAN (Preferences Apceptance Needs), in grado di soddisfare le preferenze sensoriali, le necessitĂ  nutrizionali, fisiologiche, e le scelte del consumatore.

Il Progetto si pone tra gli obiettivi specifici quello di formulare un prototipo innovativo nutraceutico (alimento bioattivo) monodose a base di nocciole, da consumare giornalmente, adatto ad ogni età (snack “Nocciolotto”), che possa essere altamente competitivo sul mercato industriale e commerciale a livello sia nazionale che internazionale, per la prevenzione delle malattie cardiometaboliche. Nello specifico si propone di realizzare un prodotto salutare ricco di antiossidanti e di elevato valore nutrizionale, contrastante l’attuale produzione internazionale che formula prodotti competitivi ma decisamente poco salutari e naturali. Per una maggiore garanzia del prodotto formulato, si ritengono necessarie azioni che, prendendo in considerazione tutta la filiera dalla produzione alla tavola, affrontino la tematica della qualità, non solo attraverso la certificazione del sistema HACCP già in atto, ma anche con l’estensione alla componente nutrizionale e nutraceutica del prodotto finale. In tale ottica gli interventi previsti per l’ottimizzazione del prototipo dovranno essere volti a:

  • determinare i punti critici della filiera produttiva che debbono essere tenute sotto controllo al fine di minimizzare la probabilitĂ  che si abbia una riduzione dei valori qualificanti dei parametri di qualitĂ ;
  • stabilire i limiti critici che debbono essere osservati per assicurare che ogni punto critico sia sotto controllo;
  • stabilire dei sistemi di monitoraggio che permettano di assicurare il controllo dei punti critici tramite test rapidi;
  • stabilire le azioni correttive da attuare quando il monitoraggio indichi che un particolare punto non sia sotto controllo ovvero che si abbia una significativa variazione rispetto ai limiti critici;
  • definire, nella filiera produttiva, le tecnologie di preparazione e stoccaggio e/o delle relative condizioni ritenute piĂą idonee per garantire la stabilitĂ  del prodotto e il controllo delle proprietĂ  nutrizionali;
  • definire le tecnologie di frazionamento allo scopo di isolare/arricchire/concentrare da materie prime complesse costituenti omogenei (fibra, proteine, amido, grassi,composti bioattivi etc) per evitare supplementazioni/fortificazioni nelle fasi successive di produzione, in modo da avere: una migliore conservabilitĂ  degli ingredienti; una esaltazione delle loro proprietĂ  nutraceutiche; una piĂą ampia possibilitĂ  di standardizzare e, allo stesso tempo, variare le formulazioni, attraverso la piĂą libera, opportuna ricombinazione delle varie frazioni;
  • valutare gli indici di qualitĂ  nutrizionale e salutare. Gli interventi previsti dalla presente idea progettuale saranno volti a valutare gli indici di qualitĂ  nutrizionale di nocciole lavorate e non, di origine nazionale, e a verificare le capacitĂ  di soddisfare varie esigenze nutrizionali e salutari.

Si ritiene importante acquisire dati scientifici, sia sul prodotto, sia del consumatore, utilizzabili per la definizione della assunzione dietetica di riferimento (Dietary reference intakes, DRIs, nuovi indici nel campo della nutrizione che includono la richiesta media valutata (EAR, estimated average requirement), le dosi alimentari raccomandate (RDAs, recommended dietary allowance), l’introito adeguato (AI, adeguate intake), ed il livello di introito superiore tollerabile (UL, tolerable upper intake level). Saranno effettuati studi per l’ analisi della qualità nutrizionale delle nocciole e per verificare l’effetto finale delle caratteristiche intrinseche nel prodotto sulla salute del consumatore. Si prevede inoltre di verificare se una adeguata presenza nella dieta di alimenti nutraceutici da nocciola, possa rappresentare una strategia efficace per modificare l’incidenza e progressione delle patologie cronico degenerative.

Lo stress ossidativo e l’infiammazione rappresentano dei fattori rischio importanti per lo sviluppo di malattie cronico-degenerative, incluse le malattie cardiovascolari e i tumori. Ne consegue che lo studio del ruolo della dieta del consumo di nocciole sulla modulazione dello stress ossidativo e infiammazione ricopre una notevole importanza di salute pubblica; la valutazione delle ricadute sul vivere moderno non può prescindere da risultati scientifici, affinché le informazioni siano certificate da esperienze documentate e ripetibili. Gli approfondimenti che in questo Progetto si vogliono sviluppare vanno quindi ad affiancarsi ad altri lavori, ad integrazione di aspetti scientifici nuovi e ancora in gran parte inesplorati. L’analisi su un congruo numero di consumatori volontari, sarà un altro elemento qualificante l’indagine, permettendo di ottenere dei risultati non mediati da fattori poco coerenti con l’argomento dell’indagine.

La domanda di ricerca, di informazione, di analisi di mercato e dei competitors viene soprattutto dalle piccole e medie imprese italiane, che rappresentano la punta di diamante dell’industria agroalimentare nazionale, che fanno dell’eccellenza e del legame con il territorio la loro caratteristica più importante dando lustro a tutta la produzione nazionale, le loro dimensioni necessitano di politiche di sviluppo ma, soprattutto, di un servizio di ricerca di base che creino sinergia per ottimizzare le risorse soprattutto in termini di competitività internazionale. Considerando il tipo di mercato che si intende raggiungere, il Progetto qui presentata mira a portare sino a livello commercializzabile lo “snack Nocciolotto” salutare che nasce da linee di produzione e ricerca esistenti e a rendere disponibili le strutture coinvolte per attività di servizio ad alto contenuto tecnico/scientifico.

– Come previsto nella sezione “Valorizzazione del prodotto” e “Marketing territoriale” del Piano Nazionale del Settore Corilicolo (sez. 4.1.4, 4.1.5, 4.2, 4.2.1, 4.2.2) e secondo quanto attiene il DM 04112010 GU n.300 24/12/2010 (articolo 4-lettera d; articolo 5-comma 2-lettere a-b-c-d) verrĂ  predisposto un piano di comunicazione e diffusione dei risultati volto a realizzare sia attivitĂ  editoriali, fieristico espositive, iniziative enogastronomiche e culturali, pubblicazioni, dossier scientifici e tanti altri prodotti di comunicazione innovativi volti alla valorizzazione del prodotto e al marketing territoriale. Per quanto attiene la diffusione delle conoscenze scientifiche sulla nocciola si prevede la stesura di un documento di ricerca scientifico sui benefici nutrizionali e relativi utilizzi. L’analisi, sistemazione, ed esposizione dei dati della ricerca saranno esposti all’interno di un contesto convegnistici multidisciplinare da organizzarsi presso la sede universitaria di Tor Vergata e presso sedi indicate dalla Regione Piemonte. La campagna promozionale e di comunicazione prevede la creazione di un sito web e la produzione di un Docu-film su supporto digitale, di un mini clip, di pubblicazione dei risultati della ricerca in prodotti editoriali ad alto contenuto scientifico-informativo e con registro comunicativo adatto alla piĂą ampia diffusione/divulgazione, di un ricettario con ricette a base di nocciole. Si attueranno campagne di educazione alimentare e nutrizionale nelle Scuole dei Comuni aderenti alle iniziative proposte, per la promozione del consumo di nocciole e dello “snack Nocciolotto”. L’intero settore potrebbe avvantaggiarsi di un programma di formazione “Noccioliamoci: Nutrizione, Gastronomia e Salute”, per operatori della filiera in un’ottica di miglioramento della qualitĂ  e valorizzazione del prodotto. In un mondo in cui le “specialitĂ ” e i “prodotti tipici” crescono d’importanza, creando un mercato con standard di qualitĂ  nuovi, il gastronomo della nocciola sarĂ  in grado di raccordare tutti i saperi, di assistere le nuove imprese, di progettare sbocchi commerciali per la distribuzione, di orientare le scelte della ristorazione, organizzare attivitĂ  turistiche dedicate alla valorizzazione di specificitĂ  territoriali, storico-artistiche ed enogastronomiche. Una figura chiave che si appresta a diventare il vero interprete della cultura alimentare. I parteners possiedono tutti i requisiti per rispondere alla domanda formativa del settore.
L’apporto della ricerca rappresenta la filiera della conoscenza per i prodotti agrolimenatri di nicchia che possono costituire la nuova immagine di bene rifugio, in grado di portare reali e tangibili benefici al comporto. Dal punto di vista dello stato dell’arte internazionale a tutt’oggi questa idea è assolutamente innovativa sia per l’originalità delle interazioni tra ambiente di ricerca universitario e del settore agroalimentare/produttivo, sia per i servizi offerti dalla realizzazione della Piattaforma Interfiliera tecnologica e dall’Osservatorio Geo-nutrizionale in termini di trasferibilità e comunicazione dei risultati sia per le peculiarità delle azioni di ricerca scientifica che porteranno alla formulazione e commercializzazione di un prodotto nutraceutico a base di nocciola italiana ( Tonda Gentile IGP del Piemonte) ad alta valenza salutare e qualità nutrizionale ed organolettica,con la possibilità di promozione sul mercato attraverso l’utilizzo dell’etichettatura nutrizionale con indicazioni alla salute, a tutela del consumatore.

Gli Obiettivi specifici del progetto sono: Rafforzamento del network tra il mondo accademico, della ricerca, il settore della produzione corilicola ed il consumatore in tema di R &S della filiera corilicola; Creazione di una Piattaforma Interfiliera Tecnologica (PIT) e di un Osservatorio Geo-Nutrizionale (OGN), per la valorizzazione del territorio, storia, tradizione, produzioni tipiche di qualità e scienza, la diffusione della cultura alimentare e nutrizionale; Ideazione, formulazione e realizzazione di un prototipo innovativo nutraceutico (alimento bioattivo) monodose (snack “Nocciolotto”), a base di nocciole (la Nocciola IGP del Piemonte, Tonda Gentile delle Langhe) Sperimentazione clinica al fine di estendere le conoscenze scientifiche sugli aspetti salutistici della nocciola e suoi derivati; Definizione della assunzione dietetica di riferimento per il consumo di nocciola nell’ambito della Dieta Mediterranea Italiana di riferimento; Etichettatura nutrizionale con indicazioni salutistiche dello snack “Nocciolotto” (Reg CE 1924/2006, Health claim); Promozione dello snack “Nocciolotto” e della Nocciola IGP del Piemonte, in Italia e all’estero; Animazione del territorio e comunicazione e diffusione delle conoscenze scientifiche, storiche, antropologiche, gastronomiche e delle tradizioni locali (Marketing territoriale nei territori vocati alla coltivazione della nocciola); Campagne di promozione e comunicazione a livello nazionale ed internazionale dei risultati ottenuti dal progetto per la valorizzazione della filiera di produzione corilicola; Campagne di educazione alimentare e nutrizionale nelle scuole e a livello del consumatore; Formazione di expertise nella filiera di produzione corilicola.